Cos’è la scrittura creativa?

 

macchina da scrivere vintage con turbinii astratti - creatività

 

La scrittura creativa (o creative writing) è una tecnica innovativa, che identifica la nuova generazione di scrittori, abbracciando romanzi, poesie e racconti di ogni genere letterario, con risultati editoriali anche eccellenti, che spaziano fino ad attraversare i confini tra letteratura, cinema e teatro. La caratteristica principale è che racchiude tutto ciò che esula dal concetto di scrittura così come lo abbiamo conosciuto in ambito accademico, giornalistico e professionale, ovvero tutto ciò che non viene definito scrittura funzionale.

La scrittura creativa è diventata ormai un fenomeno di costume così interessante da promuovere la nascita di scuole e corsi universitari, che da scrittura narrativa si evolvono appunto in scrittura creativa, corsi in cui semplicemente si impara a scrivere nientepopodimenoche scrivendo!

Non ha una finalità immediata, ma è l’inizio di un flusso.

Il fulcro è racchiuso nella potenzialità creativa, che si esplica attraverso un mix di ingredienti indispensabili quali fantasia, originalità e peculiarità tutte squisitamente personali; il tutto amalgamato fino a creare un’inedita trasposizione su carta della realtà, mediata attraverso la percezione soggettiva ed i cinque sensi. La mente riceve un impulso e vaga alla ricerca di immagini ed idee, che quindi vengono riunite e modellate attraverso lo stile personale, in un costante collegamento tra emozioni, pensieri e sensazioni. Chi scrive riesce a creare un legame speciale con il lettore, tale da trasmettergli tutto questo nel suo insieme.

I corsi di scrittura creativa non si pongono quindi l’obiettivo di insegnare qualcosa, ma piuttosto di trovare la chiave per far emergere creatività ed ispirazione, liberando la mente da blocchi e schemi. Perché scegliere la scrittura creativa? Durante i corsi si apprende come strutturare meglio la narrazione, scandendola con un miglior ritmo narrativo, si impara a riconoscersi in un certo affiorare di parole, la creatività viene incoraggiata a farsi strada e l’ispirazione si mescola ad esperienze e conoscenze, anche indirette. I corsi permettono soprattutto di misurarsi con le proprie potenzialità, conoscere i propri limiti e provare a superarli, abbattere paure, censure mentali e blocchi dello scrittore, espandere l’immaginazione, imparare a mettersi in gioco ed avere feedback immediati da parte di insegnati e soprattutto colleghi di corso (potenziali lettori) attraverso la lettura e l’analisi dei lavori.

La scrittura creativa nella storia

La scrittura creativa trova le sue radici in America, all’inizio del XX secolo e più precisamente nella “scuola attiva” di John Dewey, incentrata sui concetti di progressivo e creativo, i quali si intrecciano nell’idea di un’esperienza in continuo divenire, per tutto il corso della vita. Sono poi degli anni ’70 le memorabili lezioni di creative writing di Raymond Carver, che hanno donato terreno fertile per porre le radici di una vera e propria tendenza letteraria.

In Italia la scrittura creativa arriva nel 1984, a Milano, grazie a Raffaele Corvi e nel 1988 nasce a Roma la prima scuola italiana, la Scuola di scrittura di Omero, seguita da altre nelle maggiori città italiane.

Con un importante ritardo rispetto alle università americane, di recente la scrittura creativa è stata inserita all’interno delle facoltà di Lettere e di scienze della comunicazione, con alcuni insegnamenti anche negli istituti medi superiori.

Le scuole europee

L’input sperimentale fa da terreno fertile a tendenze letterarie innovative, da cui emergono, in tutto il mondo, scrittori quali Ernest Hemingway. In Europa l’offerta formativa è più che altro prerogativa di scuole private, ma con diplomi non riconosciuti. Metodi ed applicazioni divergono da un paese all’altro in quanto diverso è l’obiettivo di insegnamento di ogni scuola: migliorare lo stile o la tecnica, promuovere una lettura più consapevole e critica o conoscere meglio sé stessi attraverso la scrittura. Nell’arco dell’ultimo decennio è stata pertanto sviluppata una rete di comunicazione tra le scuole europee, al fine di favorire lo scambio di esperienze, contenuti e idee. Nel 2010 è infatti sorta a Madrid l’Associazione Europea di Scrittura Creativa (European Association of Creative Writing), che riunisce sette tra le maggiori scuole.

Non si diventa scrittori, si nasce.

Scrittori si nasce? Credo proprio di si, perché non si può insegnare a chi non ha talento letterario. No, non si può insegnare a diventare scrittori, ma si può provare a scoprire se ne si possiede il talento ed imparare a gestirlo, incanalarlo e svilupparlo, partendo dal metodo ed accompagnandolo con ispirazione e creatività. La scrittura creativa insegna a trovare sé stessi, il proprio io interiore, smussandone gli angoli, livellando il superfluo e le stonature, proiettandoci alla ricerca della sfumatura perfetta di linguaggio e stile.

Secondo Ermanno Cavazzoni, quando si fa della letteratura

«Si è sempre alle prime armi, difficile imparare il mestiere; anzi se uno l’impara, allora meglio che smetta. Perché questo è un campo dove si fanno parlare i fantasmi, e i fantasmi mediamente fanno quello che vogliono loro. I fantasmi, e così tutte le pazzie segrete, le angosce e tutte le forme di intima agitazione, tutti questi traffici incerti non sono mai addomesticati abbastanza in modo da poterne disporre a comando. Per questo se mai dovesse esserci una scuola di scrittura, dovrebbe essere una faccenda medianica e spiritica.» (Ermanno Cavazzoni, Il limbo delle fantasticazioni, pp. 19-20)

Se le premesse della scrittura creativa sono sperimentazione, vocazione, emotività ed una buona dose di visionarietà, ciò da cui non può sicuramente prescindere è il saper impiegare al meglio le parole e soprattutto bisogna leggere moltissimo!

La mia spassionata opinione? Scrittori si nasce, ma si cresce leggendo.

A.

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